lunedì 12 marzo 2012

IL PIGRO 2008 - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva D.O.C. - La Marca di San Michele

...tutto il mio apprezzamento per questo Verdicchio e per il suo produttore... la volontà di produrre una Riserva non solo di nome ma anche di fatto, ricca, rigorosa e grande espressione del terroir di provenienza. 

 
Anche se probabilmente non é ritenuta "nobile" come il Piemonte o la Toscana, i vini della regione Marche mi hanno sempre interessato un sacco; perché la spiccata biodiversità territoriale, climatica e agricola, ha permesso lo sviluppo vitigni autoctoni assai variegati, che formano la base della produzione vinicola regionale.

Grandi o piccoli che siano, tutti i produttori marchigiani puntano sulle locali uve autoctone, il che ha sancito un forte legame tra uomo e territorio, favorendo il sorgere di nuove e piccole realtà produttive, che puntano su una agricoltura sostenibile e tradizionalista. Ne é un esempio "La Marca di San Michele", piccola realtà di Cupramontana (AN) che ho avuto il piacere di conoscere durante la rassegna enologica de "La Terra Trema" e di cui mi sono subito innamorato, tanto da eleggere il loro Verdicchio "Il Pigro" miglior assaggio della rassegna(leggi qui). Ovviamente mi sono portato a casa una bottiglia e oggi ve la racconto.

Geograficamente parlando ci troviamo nella contrada di San Michele, area vitivinicola antica e particolarmente vocata alla produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi, tanto da avere la denominazione di "Classico". La Marca di San Michele é attiva dal 2006, per volontà di Alessandro e Batrice Bonci, quarta generazione di una famiglia di vignaioli che possiedono vigneti in contrada fin dai primi del '900. Dopo anni passati a lavorare come fotoreporter, Alessandro decide di tornare alle origini e alla tradizione di famiglia. Nasce così la Marca di San Michele, 6 ettari di vigneto di cui 4,7 dedicati alla produzione del Verdicchio (circa la metà impiantati nel 2005), mentre a completamento é stato recentemente impiantato un vigneto di Montepulciano ancora non in produzione. 

Una scelta radicale quindi, dare vita ad una piccola realtà che sappia coniugare l'attenzione e la cura in vigna, il recupero delle tradizioni, l'apertura al biologico e soprattutto tanta pazienza. C'è quindi un approccio culturale ed etico al mondo del vino per La Marca di San Michele, sia nella fase produttiva che in quella commerciale, privilegiando la vendita diretta e l'interagire con l'acquirente, mai rilegato al semplice ruolo di consumatore. Iniziative come "Adotta un filare" e "La confraternita dell'uva" lo stanno a dimostrare.

Oggi sono circa 12.500 le bottiglie prodotte, tutte a Verdicchio, con metodo biologico non certificato. Possiamo tranquillamente inserire La Marca di San Michele tra i così detti produttori naturali (sempre presenti alla Sorgente del Vino, come a Vini Veri e La Terra Trema), con interventi in vigna limitati all'esclusivo utilizzo di rame e zolfo. Basse rese (70-80 ql. contro i 100-110 permessi dalla disciplinare), lavoro manuale in vigna e interventi in cantina ridotti al minimo.

La bottiglia in questione é denominata "Il Pigro" e prende questo caratteristico nome, a causa del lungo periodo di affinamento a cui viene sottoposto (intercorrono 20 mesi tra la vendemmia e la messa in vendita). La produzione é limitata a 2500 bottiglie, ricavate da una piccola parcella (poco più di un ettaro), costituita dalle vigne più vecchie e con la resa più bassa. La raccolta manuale delle uve avviene a metà settembre, i grappoli vengono pressati interi, prima di iniziare la fermentazione in acciaio a temperatura controllata. A circa metà processo si passa in botti di rovere da 10hl., dove prosegue il processo di fermentazione e maturazione sulle proprie fecce fini, per una durata di 9 mesi, per poi affinare altri 9 mesi in bottiglia. Gradazione alcolica per questo 2008 di 14%vol., prezzo di acquisto al banco assaggi (quindi direttamente dal produttore) di 18 euro.

In abbinamento a due "massicci" branzini, si presenta con un bel giallo paglierino dai riflessi oro, leggera velatura in controluce e buona fluidità alla mescita, mentre dimostra una certa viscosità lungo le pareti. Direi "liscio come l'olio" considerando la totale assenza di bolle anche dopo ripetute rotazioni. Già all'occhio si ha l'idea di un vino "spesso". Il naso é piuttosto pulito, e si evolve lentamente. Non é un vino "spinto", che ti colpisce per intensità e persistenza, men che meno il classico bianco fruttato tutto polpa e frutta. Qui trovo particolari note vegetali e di frutta secca, con un leggero fondo di vaniglia. Si sente il lavoro del legno. Al palato si muove sinuoso e viscoso, si ha subito la sensazione di un vino importante. Leggermente tannico, elegante e deciso, dalla discreta vena minerale, tra sensazioni amarognole, quasi agrumate e il dolciastro dell'affinamento in legno. Anche il finale é importante e consistente con retrogusto amarognolo e leggera vene acida. Vino di grande struttura.

Quando ho acquistato questa bottiglia, al banco assaggi, mi ero innamorato de "Il Pigro" al primo sorso tanto mi aveva colpito, soprattutto al palato. Adesso che mi sono bevuto tutta la bottiglia, posso confermare che siamo al cospetto di un grande Verdicchio. Davvero un bianco importante, energico, concentrato, quasi "grasso". 

Pur riconoscendo le straordinarie qualità gustative di questo Verdicchio, devo onestamente ammettere che a gusto personale, preferisco bianchi più freschi, dinamici e bevibili. Arrivare a fine bottiglia é risultato un po' faticoso e pesante. Ma ripeto é una mia personale considerazione (essendo tra l'altro più da rosso che da bianco). Se amate i bianchi di corpo, struttura e concentrazione, beh non potete farvelo scappare. 

Al di là di questo appunto, rimane tutto il mio apprezzamento per questo Verdicchio e per il suo produttore, davvero una gran bella bottiglia, sia per estetica (mi piace molto la veste grafica) sia per la volontà di produrre una Riserva non solo di nome ma anche di fatto, ricca, rigorosa e grande espressione del terroir di provenienza. 

Vista l'importanza e la consistenza del bevuto, ci abbino due cd che vanno in tutt'altra direzione, ma che ben si sposano con il nome Pigro di questo Verdicchio. Vi consiglio quindi in abbinamento la doppietta "Kid A/Amnesiac" dei Radiohead. Ci sono voluti 3 anni per maturare questi 2 capolavori che tanto hanno fatto discutere i fans di "Karma Police". La musica si sviluppa per sottrazione, in una forma di elettronica scarna e sussurrata. Minimalista, quasi distaccato dalla "forma canzone", ipnotico, freddo e spettrale. Un incidere Pigro. Abbinamento eno-musicale per dissonanza.

L'acquisto é ovviamente consigliato, perché questo é un grande vino, che richiede impegno, attenzione e anche un po' di fatica. Se invece volete sbevacchiare più snelli e freschi vi consiglio il Capovolto, "l'altro" Verdicchio de "La Marca di San Michele". Stessa impronta ma solo acciaio. 

Vignaioli indipendenti si nasce, anche quando lo si diventa. Voto:8

4 commenti:

  1. Personalmente ho preferito più il Capovolto,perchè più immediato e beverino,mi prometto di risentire il Pigro a Cerea. Ho assaggiato anche il suo olio che è molto molto buono.Ciao Ivano

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  2. Ciao Ivano, io ho assaggiato tutti e due. Come primo impatto ovviamente il Pigro mi ha colpito e ne o presa subito una bottiglia. Poi come ho scritto nella recensione, bevuto a pasto un bicchiere dietro l'altro, mi é sembrato un po' faticoso e troppo carico.
    Alla prossima degustazione prendo una bottiglia di Capovolto, sicuramente meno "carico" e "grassoccio" ma come dici tu più beverino, dinamico e fresco da bere.. Il Pigro per caratteristiche organolettiche resta comunque un grande vino...

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  3. Non discuto sul grande vino,andrebbe assaggiato comodamente e con molta calma come hai fatto tu. Ciao Ivano

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  4. Effettivamente il Capovolto'10 assaggiato a Cerea non era male. Piuttosto deludente il Pigro'10; niente a che vedere col Pigro'08, a mio parere veramente super.

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RÒCHE D'AMPSÈJ 2006 - Roero Riserva D.O.C.G. - Az. Agr. Matteo Correggia

...al di la del suo taglio "modernista", rimane vino integro e di grande espressività territoriale. E' comunque impossibile immaginare il Roero di oggi senza pensare a Matteo Correggia, indissolubilmente legati dalla storia.


Allora cari amici eno-rockers, avrete notato qualche mese fa la foto di Eddie "Pearl Jam" Vedder sul palco con in mano una bottiglia di vino... nulla di strano, i fans della band sanno bene che Eddie é solito portarsi una bottiglia sul palco per tenersi "su di giri". Non fosse che... in quel di Chicago, il nostro eroe mette in bella mostra una bottiglia di Roero di Correggia. Inutile dire che per tutti i rockers della mia generazione (diciamo quelli che si aggirano sulla quarantina) la devozione per la band di Seattle é senza ritegno ... e se Eddie beve Correggia, io non posso essere da meno... anzi caro il mio Eddie... ti dirò di più... io il Roero base me lo sono già bevuto e ti sorpasso alla grande con la riserva Ròche D'Ampsèj!!!

ENORACCONTI >> VINI VERI 2014 - Vini Secondo Natura - XI ed.

"Maledetta primavera… in un solo colpo Vinitaly-ViniVeri-Vinnatur, un’enorme calamita nel cuore del Veneto che attira gli eno-appassionati italiani in un girone dantesco percorribile (al volante) in meno di un’ora. Un triangolo delle Bermuda alcolico in cui ognuno di noi, peccatori e peccatrici nel nome di Bacco, vorrebbe perdersi".

Così ho esordito un paio di anni fa nel post dedicato a Vinnatur e così esordisco oggi mentre scrivo della mia eno-esperienza a ViniVeri, perché alla fine é una storia che si ripete ogni santissimo anno, come Pasqua e Natale, sono una certezza!!. Ho preso un "anno sabbatico" nel 2013, ma domenica mi sono messo in moto per la settimana santa dell'eno-strippato, che annovera un gran quantitativo di eno-cinghiali accodati 50 euro in mano, all'ingresso del Vinitaly, pronti a sgomitare per bere il più possibile (difficile dargli torto visto il prezzo del biglietto...). Non spenderei mai quei soldi per il Vinitaly, ma quest'anno free entry anche per i wine-blogger e quasi quasi, volevo approffittarne... Poi ho realizzato che proprio non fa per me il mega evento... non mi appartiene culturalmente e se mi sparo più di 200km e oltre due ore di macchina per andare ad una fiera vinicola, é perché cerco molto di più di una piacevole bevuta o di una buona “sbronza” in compagnia... (CONTINUA)

CHORA 2011 - I.G.T. Calabria Bianco - L'Acino

Non pensare all’Acino che vola.
Ci vuole molta immaginazione, la stessa che serve a noi, tre amici, tre fratelli, per fare vino in una terra dura, aspra e difficile, ma anche ricca e generosa, come la nostra Calabria.


Anche quest’anno il giro domenicale a "La Terra Trema" di Milano si è concluso con la rituale tavolata presso la cucina Pop del Leo. Mentre qualcuno prende posto, gli ultimi “assetati” che ancora girano tra i banchi d’assaggio in fase di “ritirata”, hanno il compito di recuperare qualche bottiglia per la cena. Rientrando ovviamente nella categoria degli “ultimi assetati”, ho concluso il giro dai ragazzi de L’Acino... due parole con “la banda” e acquisto di una bottiglia di Toccomagliocco per la cena, con omaggio di Chora bianco del buon Dino che ringrazio, e che vado ad onorare in abbinata ad un risotto alla crema di gorgonzola e mascarpone con mele caramellate e cannella (brava Betta ottima ricetta). Non mi dilungo troppo perché ho già dato ampio spazio alla realtà de “L’Acino” in occasione del posto dedicato al Mantonicoz… il loro bianco di punta che mi aveva assai convinto. CONTINUA

SASSELLA ROCCE ROSSE RISERVA 2001 - Valtellina Superiore D.O.C.G. - Ar.Pe.Pe

...quasi un perfetto pezzo "folk" di razza pura e cristallina... così amabile, così abbinabile, così "facile" da apprezzare, grazie ad un caleidoscopico ventaglio di sfumature aromatiche e suggestioni che ne fanno un vino di grande espressività territoriale e grande eleganza, dalla beva "tridimensionale".


Pochi di voi lo sanno, perché è la classica pagina di presentazione che nessuno legge, ma se cliccate su “SIMOdiVINO PERCHE'...” giù in basso chiudo con questa frase “Mentre il mondo corre spedito verso il consumismo con i paraocchi, il vino ci ricorda che per essere buono ha bisogno di prendersi il suo tempo.”. CONTINUA

LA MIA MEGLIO GIOVENTU'...MUSICA E VINO...DUE STRADE, TANTI INCROCI, UNA SOLA PASSIONE



Il primo amore non si scorda mai e allora se la memoria non mi gioca brutti scherzi, devo tornare a quando avevo 12 anni, vergognosamente davanti allo specchio con il "battipanni" in versione finta chitarra elettrica, mentre canto Welcome to the Jungle in playback. Ascoltavo ovviamente musica anche prima, ma il 1988 é stato per me e per molti miei compagni di avventure una specie di "anno zero", in quanto riscatto (soprattutto culturale) di una generazione uscita spompata dalla devastante epopea dei paninari e del Festivalbar. CONTINUA

COLLE GRIMALDESCO 2006 - Sagrantino di Montefalco D.O.C.G. - Tabarrini Giampaolo

1980... un’ Inghilterra sconvolta dal punk, declinava nella new wave e il post-punk a tinte dark. Quell'anno uscivano A Forest dei The Cure e Love Will Tear Us Apart dei Joy Division... pezzi che ancora oggi “suonano” e affasciano... Come il Colle Grimaldesco sono perle immortali dalle scure atmosfere, che sembrano scalfire il tempo.



Ad un paio di mesi da quel Margò Rosso di Carlo Tabarrini, torno su uno stappato umbro, spostandomi virtualmente un po' più a sud, nel centro geografico della regione, dove trovo un altro Tabarrini... Giampaolo in questo caso, eclettico produttore di Montefalco, nel cuore della più importante denominzaione umbra, quel Sagrantino, che aspira ad entrare nella cerchia dei grandi rossi italiani, ma che fatica ancora a trovare un'identità precisa. CONTINUA

MONTEPULCIANO D'ABRUZZO 2003 - D.O.C. - Emidio Pepe

...quello che contraddistingue Emidio Pepe e ne fa un produttore "culto" é la sua memoria storica... come se il tempo da queste parti si fosse fermato e racchiuso in un Montepulciano d'Abruzzo tutt'altro che moderno.


Per raccontare questa bottiglia devo riavvolgere il nastro della memoria ad almeno tre anni fa, quando finalmente, dopo averne letto numerosi e controversi commenti sui vini di Emidio Pepe, mi sono recato alla Sorgente del Vino Live (quando ancora si teneva in quel di Agazzano), dove ho avuto modo di gustare diverse annate di Montepulciano d'Abruzzo presso il loro banco assaggi e mi sono portato a casa una bottiglia del 2003. CONTINUA



ARPAGONE RISERVA 2007 - Montecucco Sangiovese D.O.C. - Prato al Pozzo

Un grande Montecucco riserva che merita tutta la vostra attenzione... mediaticamente pochi ne parlano, ma quella di Prato al Pozzo é una delle più interessanti "piccole" realtà sorte in terra di Maremma.


Devo obbligatoriamente iniziare questo post con 2 ringraziamenti. Il primo va a Stefano, mio caro amico per avermi fatto conoscere Francesca Quiriconi e i suoi vini, il secondo va ai ragazzi del Folletto25603, organizzatori de La Terra Trema per aver portato a Milano Prato al Pozzo e i suoi prodotti. Per un varesino come me, sarebbe stato impossibile scoprire questa interessante realtà agricola, mediaticamente poco "chiacchierata"... nessuna traccia nelle guide in mio possesso, nessun sito internet (almeno fino a poco tempo fa) e per gusto personale, tra migliaia di interessanti bottiglie, diventa difficile investire sulla Maremma "a scatola chiusa", ultimamente terra di conquista per investitori stranieri e business man, che legano i propri interessi economici a quelli del vino... CONTINUA

Editoria > GRANDI VINI D'ITALIA... in viaggio dentro al vino.

Siete in centro per lo struscio del sabato pomeriggio sotto i portici (ahhhh che odio...), passi davanti alla vetrina della Feltrinelli... dai una sbirciatina e ti becchi il faccione di Fabio Volo e quello di Gordon Ramsay che ti puntano. Quattro passi più avanti ecco l'enoteca... vetrina ingolfata di magnum Ca del Bosco Prestige e rossi toscani... di quelli "super" da vendere nelle cassette di legno... mano in tasca ed impatto tattile con un bigliettone da 50 euro... ci pensate un attimo poi spingete la porta ed entrate... é il momento di fare acquisti! Avete due possibilità... ma se state leggendo questo post so già dove siete entrati... con 50 euro si compra una bella bottiglia ed un winelover non può resistere inerme di fronte ad un'enoteca... neanche ad una di quelle spocchiose del centro... se siete astemi beh... probabilmente state girovagando tra gli scaffali della Feltrinelli, ma dubito che un astemio finisca su un blog dove si parla esclusivamente di vino.. Male, anzi molto male, perché molti degli appassionati che si sono imbucati in enoteca, molto probabimente si sono persi "Grandi Vini d'Italia" l'ultima fatica editoriale di Federico Graziani e Marco Pozzali, il duo che l'anno scorso si é guadagnato il rispetto dell'Italia enoica con la guida "Grandi vini di piccole cantine" e quest'anno si ripresentano con una nuova fatica. CONTINUA

FRIULANO 2011 - Colli Orientali del Friuli D.O.C. - Aquila del Torre

...Una giornata di sole invernale, un tiepido calore che annuncia la primavera che verrà, é materia viva che scalda e appaga, ma non é ancora tempo, l'aria é tesa e tagliente, aria che gonfia i polmoni e ci fa sentire vivi, freschi, giovani...


4 icone stampate sulla retro etichetta di questo Friulano sono sufficienti per comprendere l'essenza dei vini di Aquila del Torre. La Coccinella, simbolo della lotta integrata, di pratiche agronomiche biologiche e una ricca biodiversità, con boschi, erbe spontanee, insetti... un ripida e meravigliosa collina di 450 metri, incastonata in una verde oasi naturale, oggi riconosciuta dal WWF. CONTINUA

BAROLO GINESTRA CASA MATE' - D.O.C.G. - Elio Grasso

Vino nobile e di razza é la perfetta espressione di una giornata tardo autunnale passata tra i filari di Monforte... é la perfetta espressione del carattere schivo, tenace e fiero dei contadini di Langa.


Non sono propriamente una persona religiosa, lascio quindi che sia il lato "festaiolo" del Natale a mandarmi "su di giri" e non credo di essere il solo a trovarmi in questa situazione qua!!. Non so bene come spiegare questa cosa... sarà che l'Italia in queste giornate ama passare il tempo con le gambe sotto il tavolo, ma é in questo periodo che si chiude un occhio davanti al portafoglio che si svuota e ci si lancia in qualche eccesso eno-gastronomico, sia in quantità che in qualità.

Così alcune sere fa (il 20 dicembre per esattezza) ho deciso di festeggiare l'inizio delle ferie invernali pescando dalla cantina una bottiglia che se la dormiva nella sua cassetta di legno da almeno un paio d'anni e non vedevo l'ora di stappare. Ed eccomi qui, mouse nella mano destra e bottiglia "Albeisa" vuota nella sinistra, per raccontarvi del Barolo "Ginestra Casa Matè" di Elio Grasso, vignaiolo di Langa che non ha certo bisogno di presentazioni... CONTINUA

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.


Non so che rapporto avete cari internauti con gli acquisti, io personalmente (a parte la spesa per casa) pessimo. Devo ammetterlo, acquistare direttamente su internet, senza dover sgomitare con decine di persone che nello shopping hanno il loro hobby preferito, è molto più rilassante, a volte anche conveniente, ma spesso ci rimane il dubbio di una potenziale fregatura e purtroppo questo vale anche per l’acquisto di vino. Gli eno-shop on-line sono ben riforniti e con prezzi interessanti, ma sappiamo come sono conservate le bottiglie? Arriveranno integre?? E se c’è qualcosa che non va o il corriere non mi trova a casa??

Prezzo a parte meglio andare direttamente in enoteca… ad appassionati e fanatici del vino, piace passare parecchio tempo al loro interno…perdersi tra migliaia di bottiglie e decine di annate differenti… e magari ci scappa pure un assaggio gratuito.. CONTINUA

ACQUISTARE VINO AL SUPERMERCATO...ECCO COME FARE

ECCO ALCUNE MOSSE FONDAMENTALI PER ACQUISTARE VINO AL SUPERMERCATO SENZA CORRERE RISCHI...

Oggi non più, ma in passato ho dedicato parecchio del mio tempo tra gli scaffali del reparto vini presso la grande distribuzione. In base alla mia esperienza personale e al mio buon spirito di osservazione (almeno questo pregio dovete riconoscermelo...) mi sono permesso di scrivere delle "istruzioni per l'uso" su come agire quando decidete di acquistare una bottiglia al supermercato. Provate a seguire questi consigli… e (forse) non sbaglierete più un colpo… CONTINUA