martedì 30 settembre 2014

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!

da "Le vie del vino" di Jonathan Nossiter...
< - In cantina questo Volnay, che qui é a 68 euro, ne costa più o meno 25. Quindi non sono i De Montille ad arricchirsi. Ma quando arriva a Parigi o a New York, il vino costa almeno il doppio che dal produttore.
- Quindi per noi che abitiamo in Francia val la pena di andare a comprare direttamente da lui.
- Si in un certo senso, il ruolo dell'enoteca in città è quello di aprirti le porte per farti scoprire il tuo gusto personale, e di esserti utile quando hai bisogno di qualcosa rapidamente. Poi spetta a te stabilire una relazione diretta con il produttore >

Per quanto apprezzi autore e libro... mi sa che qui il buon Nossiter ha preso un abbaglio... ma prima di passare a fatti e considerazioni permettetemi una premessa, perché so che tendenzialmente, su questi argomenti parecchi produttori si incazzano. So anche che per molti di voi, noi scribacchini "non professionisti" o dopolavoristi... orecchianti... ecc... come ho letto, o addirittura "mezze seghe senza arte né parte, parolai con complessi d'inferiorità", persone che si divertono a criticare e giudicare senza conoscere le questioni in profondità, e senza assumerci i rischi e le fatiche che comporta lavorare in agricoltura. Non mi sono mai piaciute queste generalizzazioni. Il tempo e le parole che spendo da anni nel sostenere il vostro lavoro e raccontare i vostri vini attraverso questo indie-blog, senza alcun tornaconto, senza mai essermi permesso di chiedere a nessuno una e una sola bottiglia... credo stia a dimostrare il rispetto che nutro per il vostro lavoro. Personalmente preferisco spendere qualche euro in più per un vino prodotto da un vignaiolo che lavora onestamente (soprattutto in annate sfigate come questa), che qualche euro in meno per un vino prodotto chissà come. E non ne faccio solo una questione qualitativa, ma anche e soprattutto etica, perché sono ben felice di sostenere i piccoli produttori e i loro infiniti "sbattimenti". 

Diciamo che nel mio piccolo ruolo di consumatore eno-appassionato, cerco di dare il mio contributo alla causa, ma a volte ho come la sensazione che alcuni di voi produttori, la nostra passione e i nostri sacrifici non li comprendete. E quindi anch'io nel mio piccolo mi incazzo... sia come consumatore (o come ultima ruota della filiera), sia in difesa di quei tanti onesti ed eticamente corretti vignaioli che ho avuto il piacere di incontrare.


Allora la storia é questa... abito a Varese e mi reco per un week-end nel Collio... non proprio dietro l'angolo... 432 km e 4 ore abbondanti di macchina. Giusto un paio di giorni prima contatto un produttore (che chiamerò MisterX) che mi fissa un appuntamento per il giorno stesso del mio arrivo. Molto bene. Tra tante realtà presenti nel Collio ho scelto questi vignaioli e i loro vini, di cui ho letto cose molte positive.

Al mio arrivo vengo accolto timidamente e Mister X esce di casa con l'aspetto di uno che si é appena alzato dal divano (rido!!)... e vabbè ci sta...(magari dormiva veramente..) conseguentemente, possono anche starci un paio (forse anche qualcuno in più) di sbadigli mentre mi racconta il lavoro della sua azienda vitivinicola. (al punto che mentre scende a prendere 3 bottiglie per  la degustazione, la mia compagna mi chiede se Mister X non sia piuttosto scazzato e se non stiamo disturbando). Io cerco di giustificarlo, un po' me l'aspettavo, non é la prima volta che fatico ad entrare in sintonia e rompere il ghiaccio con i vignaioli friulani. Comunque ora della fine un paio di sorrisi sono riuscito a strapparglieli.

Mi basta comunque stare li, attorniato da vecchi vigneti inerbiti, parlare di vino e territorio, assaggiare questi bianchi eccellenti per passare oltre... Tra le tante cantine della zona, ho scelto MisterX proprio perché é una cantina artigianale, lavorano bene e in maniera rispettosa dell'ambiente (agricoltura biologica, zero chimica), propongono vini di grande finezza e corrispondenza territoriale, eleganti, minerali... insomma una di quelle cantine che rientra alla perfezione nei miei canoni gustativi ed etici, direi non solo miei considerando la loro partecipazione (in passato) ad alcune fiere dedicate ai vignaioli e il "chioccioloso" riconoscimento di Slow Food. (adesso non state li ad indovinare il nome.. é solo un esempio, non é il problema...)

Mister X guardando l'orologio, mi fa segno che deve andare per un impegno, mi sembra giusto, mi ha già dedicato due ore, e prima dei saluti, chiedo se mi può lasciare un cartone misto da sei bottiglie... una per tipo da gustarmi a casa... prendo sempre un cartone quando vado in una cantina, vuoi perché solitamente mi piace, vuoi per ricambiare l'ospitalità e il tempo a me dedicato. Conoscevo a grandi linee i prezzi dei suoi vini al dettaglio... si sa i bianchi del Collio costicchiano, e speravo con l'acquisto diretto di risparmiare qualcosina. Così Mister X strappa un pezzo carta e mi fa il conto... << allora 15 euro i tre vini base, 20 euro i due cru, e poi ti ho messo dentro questa che é una riserva speciale, te la faccio a 30 dai...>> totale 115 euro. Sticazz...non batto ciglio, pago in contanti, zero ricevuta in cambio, ringrazio, faccio due foto al vigneto e me ne vado. Parlandone la sera a cena, rifletto sul fatto che i vini ce li ha fatti pagare come un'enoteca, che tutta sta storia che si possono comprare prodotti di qualità senza spendere un patrimonio attraverso l'acquisto diretto, la filiera corta, evitando il ricarico del rivenditore, non é poi una regola sempre valida.

La miccia che però mi ha spinto a scrivere questo post si è accesa solo un paio di giorni fa... mente spulcio il catalogo di un'enoteca on-line nella sezione delle "new entry" trovo i vini di Mister X... 13.10 euro i vini base e 19.80 euro i due cru. No dico, l'enoteca vende i vini ad un prezzo addirittura inferiore di quanto l'ho pagato io dal produttore?? Scusatemi, con tutto il rispetto del mondo, ma qui i conti non tornano...!! Quanto é costato quel vino all'enotecaro se può permettersi di guadagnarci e addirittura di spedirmelo a casa gratuitamente se spendo più di cento euro in totale?? Voglio dire io ne ho spese 115 e sono dovuto pure andare a prendermelo a 400km da casa... con tanto di benzina e caselli a carico mio... 

Posso capire che lo pago uguale (facendo finta, perché continuo a pensare che il prezzo cantina dovrebbe "democraticamente" essere uguale per tutti)... vuoi perché compro piccole quantità, vuoi perché il produttore deve garantire il prezzo più conveniente ai distributori, ai ristoratori o comunque a chi ne compra grandi quantità per poi rivenderlo. Posso capire il prezzo pieno alle fiere, perché il vignaiolo deve rientrare dei costi della trasferta e delle bottiglie andate in degustazioni (anche se in alcune fiere-mercato dovrebbero "obbligatoriamente" vendere al prezzo sorgente e non sempre é così). Ma addirittura di più? Perché un vignaiolo che si dimostra eticamente corretto nel "fare" non lo é anche nel "vendere"?  Perché ricaricare su un appassionato che ti ha chiesto 6 bottiglie e si é sobbarcato un viaggio per il piacere di stringerti la mano e ammirare il grande lavoro che fai? Forse avrei dovuto fare come certi furbacchioni eno-critici, presentandomi come wine blogger, promettendo interviste e articoli e bla bla bla..., sperando in qualche bottiglia gratuita, anziché come semplice appassionato e curioso assetato di conoscenza (e buon vino!). 

Io in cantina ci vado anche (o almeno vorrei...) per acquistare i vini a prezzo vantaggioso, visto che taglio un passaggio dalla filiera.
Ci terrei ad avere un parere di altri comuni consumatori e amatori del vino, così come (se mai passassero da questo indie-blog) di chi é lavorativamente inserito nel mercato del vino... non vuole essere questa una caccia alle streghe, ne mi interessa stilare una "black list", ma una disamina a più ampio respiro, per capirne i motivi...

"Una delle ragioni principali che mi fanno interessare al vino è proprio l'esistenza di una correlazione tra i fattori che fanno nascere un piacere sensoriale e quelli che condizionano un coivolgimento etico con il mondo in generale"   Jonathan Nossiter

A voi la parola...

26 commenti:

  1. Caro Simone,
    quanto scritto non fa una piega e nel leggerti mi sono ritrovato non in pieno, ma di più, nella tua disanima, purtroppo tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e spesso chi resta sempre penalizzato è sempre il consumatore finale che in un periodo come questo cerca di comprare qualità a prezzi competitivi senza fare speculazioni ma solo cercando di saltare quei passaggi deleteri per il prezzo finale.
    Sai purtroppo diventa sempre più difficile interagire con alcuni produttori e mi sembra assurdo pagare sia alle fiere che in azienda i vini (e parlo di vini naturali in particolari, gli altri mi interessano meno) allo stesso prezzo di un enoteca, poi non si lamentassero se hanno vino invenduto in cantina!!!!

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  2. Caro Simone, applausi.
    Perdonami, non conoscevo il tuo blog e l'ho scoperto solo oggi grazie a un tweet dell'amico Jacopo Cossater. Il problema è spesso la trasparenza e dietro lo sbandierato rispetto per la filiera solitamente sta l'inculata per il consumatore. L'unica è affidarsi a chi le cose le fa in modo trasparente, serio, professionale, veramente uguale per tutti con prezzi e scontistiche alla luce del sole. #vgm è un esempio di correttezza in questo senso, immagino ne avrai sentito parlare, nella strutturazione del sistema di vendita e scontistica siamo partiti proprio da queste tue considerazioni e abbiamo cercato di adottare un modo che fosse veramente rispettoso della filiera da un lato e veramente rispettoso e convieniente finalmente anche per il consumatore dall'altro a certe condizioni (quantità da soli o in gruppo).

    A favore del vignaiolo, chiunque egli sia, mi permetto di spezzare una lancia. E' anche possibile che 15 + iva fosse realmente il prezzo cantina per i "base" e che 20 + iva fosse realmente quello per i cru. Cioè lo stesso prezzo di listino a cui vende al canale horeca, ma lasciando un attimo da parte il nero - che anche quello non va bene per niente - spesso sono le enoteche o certe enoteche online in particolare, a vendere sottocosto prodotti civetta avuti magari chissà in qualche modo. Non dico una fesseria se molte cantine spesso si fanno la stessa domanda che ti sei fatto tu in questa occasione.

    Comunque, parole sante che sposo appieno.


    Ciao, Fil.

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  3. Simone sono d'accordo con te. Io in genere prima di andare da qualche vignaiolo mi informo sui prezzi dei suoi vini poi in cantina se vedo che non ho nessun risparmio non acquisto.

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  4. Simone,
    la questione che abbiamo affrontato anche noi spesso è spinosissima e di impossibile soluzione, temo! Si potrebbe trovare una quadratura gestendo la vendita con due listini.
    Il listino per distributori/enoteche e un listino per il pubblico (con prezzi un po' più bassi di quelli da enoteca ma non così bassi come quello per la distribuzione).
    In questo modo il visitatore della cantina che solitamente acquista un cartoncino, percepisce un risparmio (che è poi una sorta di attenzione nei suoi confronti) rispetto l'enoteca. La differenza fra prezzo in cantina e prezzo di enoteca non deve essere troppo ampio qualcosa intorno al 15/20% max e questo anche perchè il vignaiolo ha dedicato del tempo e spesso ha aperto molte bottiglie per la vostra visita e il fine ultimo è quello di stimolare la vendita nei canali al dettaglio e non in cantina, perchè vi assicuro che fare i vignaioli e avere la bottega di rivendita non sono attività molto compatibili.

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  5. Ma questo chi lo dice Luigi che la differenza non deve essere più del 15-20%?
    Noi la soluzione l'abbiamo trovata, basare il prezzo sulla quantità, indipendentemente da chi sta comprando. E' ovvio che se vai in enoteca in centro il vino lo paghi di più perché stai comprando 1 bottiglia per volta ed è proprio quello il servizio che ti offre l'enoteca.

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    1. Filippo,
      il discorso è complesso e non si riesce a sintetizzare in poche parole.
      Però è fondamentale che se i vignaioli credono nel lavoro della distribuzione, abbiano listini differenti da applicare ai privati in visita che non possono pagare le 6, 12 bt al prezzo del un distributore (ovvio Filippo mio che se il privato compra 120 bt in un colpo solo il mio ragionamento decade ;) ).
      Comunque viva VGM, così non ti incazzi ;)

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  6. AHAHAH; bell articolo, Simo, complimenti. Esperienza simile fatta piu volte. Mi permetto di farti notare un altro particolare, che hai evidenziato, ma forse non abbastanza. L'enoteca (tendenzialmente) su 100 € che le dai ne versa 21 all'erario come IVA: Il tipo in questione se li è tenuti tutti in tasca. Indi ti ha "inchiapettato" 2 volte.

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  7. Grazie a tutti per essere passati... il sostegno dimostra che avete colto il "complicato" nocciolo della questione...
    Sul prezzo sono abbastanza in sintonia con Luigi. Quando acquisto in cantina, facendo tutte le considerazioni del caso, mi aspetto di stare qualche euro sotto l'enoteca e qualche euro sopra al distributore.

    Però di fronte alle numerose giustificazioni economiche che assolvono i produttori, quello che rimane al consumatore é la sensazione di perdere tempo e denaro per una passione che non sempre é riconosciuta dall'altra parte... ci scende un po' la poesia... e ci ritroviamo sul web a parlare di cash come se stessimo acquistando la batteria della macchina.
    Tutte quelle belle frasi che spesso leggiamo sui siti delle cantine (passione, amore, rispetto, cultura, artigianato ecc..) vanno in secondo piano quando il consumatore pensa di aver speso troppo. Posso capire che é un lavoro, che rappresenta il vostro reddito con parecchie variabile che lo rendono precario... però allora vorrei che qualcuno avesse il coraggio di definirsi "imprenditore vitivinicolo", e ammettere che con il vino ci si fanno anche i soldi, perché se fosse solo sudore e sacrifici, non mi spiego i macchinoni con cui arrivate alle fiere, il maneggio adiacente alla cantina ecc...

    Se il consumatore non riesce ad avere un prezzo vantaggioso con l'acquisto diretto, credo che si faccia un torto a chi si pone al mercato in maniera consapevole e attente, favorendo la scontistica e la mercificazione delle GDO, che attirano coloro che non possono permettersi di spendere troppo.

    Alcuni sembrano snobbare questo aspetto, io per bere vini e mangiare prodotti "artigianali", "naturali", "di qualità" ecc... sono disposto a sborsare un po' di più... ma non fate diventare il frutto del lavoro contadino in un prodotto ad uso e consumo esclusivo di un'elite alto borghese... e credo che l'acquisto diretto sia una pratica importante per rendere il sistema più democratico... e alla portata di tutti...

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  8. Caro Simo, purtroppo sui prezzi del vino è così.Anche a me accade in passato nelle Marche in una nota cantina gg dove i vini costavano più che nella grande distribuzione... al mio contesto mi è stato risposto che tutto stà nella quantità acquistata! del tipo: io ne compro un cartone e lo pago tot, invece il sig es ne prende 1000 bottiglie e le paga meno di me....Da dire che pure le etichette erano diverse da grande distribuzione e vendita in cantina(marketing) purtroppo non sempre si fanno buoni affari in cantina.. ti seguo sempre fedelissimo.

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  9. Ciao Simone, ci sono passato anch'io, come accade spesso anche alle fiere di trovare bottiglie più care che in enoteca.
    Concordo appieno sulle tue considerazioni.
    Questi episodi ti lasciano un bello scotto.
    Mi è pure capitato di trovare gente poco cortese che non ti fa neppure assaggiare nulla.
    E nessuno li obbliga a fare la vendita diretta.
    Di prezzi se ne è già parlato tanto, ma vedo che nulla è cambiato.
    L'unico consiglio che mi viene di dare, ma penso che lo avrai già fatto, è quello di cancellarlo dalla lista dei produttori a cui tieni.
    L'etica non è la stessa per tutti, purtroppo.

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  10. Ciao Simone, il trattamento che hai ricevuto dice che il produttor X si è comportato da stronzo. Su questo non ci piove. Sulle questioni di prezzo si può riflettere a lungo e arrivare a delle conclusioni di massima. Tuttavia la discrezionalità deve restare e forse la libertà è anche che ognuno faccia come crede. Noi consumatori d'altro canto abbiamo diritto di lamentarci ognivolta che la nostra passione venga tradita. Forse avresti anche potuto obiettare. Io di fronte a prezzi senza senso lo faccio, a costo di sembrare un "barbone". Per gli aspetti più ideologici mi permetto di proporre un post la cui gestazione fu lunga e tormentata, http://gliamicidelbar.blogspot.it/2012/05/prezzo-sorgente-e-vendita-diretta.html in cui cercai di esporre alcune questioni sul prezzo del vino.
    Ciao.

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    1. letto adesso il post... condivido al 100%...

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  11. C'è poco da commentare, hai tutte le ragioni. Per cantine ci vado spesso e per fortuna cose così mi sono capitate pochissime volte. Ma quando succede ci metto una croce sopra. Mai più, nemmeno dovessi per caso ritrovarlo sottocosto in GDO.

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  12. Ognuno ha il sacrosanto diritto di scegliere le sue strategie commerciali e poi, di conseguenza, avere il mercato che si è scelto di avere. Personalmente io non ho mai amato ne compreso la politica di vendere in cantina allo stesso prezzo del dettaglio. Produco vino, ma al contempo ne sono un estimatore e comprendo che se qualcuno viene in cantina da me e desidera comprare qualche bottiglia è un piacere potergli offrire un prezzo sorgente che lo gratifichi della scelta e dell'impegno. Me lo aspetto da cliente e lo pratico da produttore... "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso". Ritengo anche che il medesimo cliente, io per primo, non si debba scandalizzare se poi, al tavolo o in negozio, la stessa bottiglia la paghi con il giusto ricarico.. è rispetto dell'altrui lavoro e servizio. Nella logica di #vgm ci stà anche tutto questo, da lodare davvero perché è una pratica ben accettata in molti mercati e stupidamente contestata da alcuni se si parla di vino. (assurdi) Nel dire questo ribadisco il massimo rispetto per le altrui scelte anche se non le condivido. Dopotutto per me, ancora dopo tempo, rimane ancora uno dei momenti più gratificanti quando le persone vengono in cantina e decidono di spendere del tempo per stare a sentire, vedere ed annusare il mio lavoro e quando comprano, è una bellissima sensazione.
    Ciao, Paolo . @cascinacarpini

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  13. grazie Paolo... il senso del post andava in questa direzione... non volevo far passare Mister X per lo stronzo che magari non é, anche perché non é la prima volta che acquisto direttamente allo stesso prezzo dell'enoteca, anche se a prezzo superiore é la prima volta.
    Il termine "gratificazione" é corretto e dovrebbe essere condiviso da ambo le parti.
    Con tutte le possibili giustificazioni economiche che posso dare a chi produce, il nocciolo sta nella correttezza di offrire un prezzo onesto a chi viene da te perchè ti stima come vignaiolo e vuole conoscere il tuo lavoro. Il fatto che poi ti chiedo un cartone misto dei tuoi vini é un modo per dirti "grazie fratello é stato un piacere chiaccherare con te e vedere questi bei vigneti anziani ed inerbiti con cui realizzi dei vini stupendi", adesso ti dimostro la mia gratitudine con questo acquisto, e quando stapperò, io mi ricorderò di te e delle due ore passate insieme...
    La vibra che abbiamo noi appassionati dovrebbero averla ancor più chi lo fa di mestiere...
    Comunque di qualsiasi prodotto si parli, l'acquisto diretto deve sempre essere vantaggioso per quel consumatore che si muove in maniera consapevole, e alimenta nel suo piccolo il circuito "alternativo" alla grande distribuzione.
    Se poi voi produttori il prezzo vantaggioso lo fate solo a chi vi compra almeno 1000 e più bottiglie... allora vendete pure i vostri vini alla GDO

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    Risposte
    1. Che poi il cartone (o magari due) lo prendo anche se mi accorgo di aver toppato clamorosamente cantina, soltanto per rispetto del tempo dedicatomi e delle bottiglie stappate (anche se personalmente preferisco quelle già aperte per capire la tenuta). Che poi a pensarci bene il tempo dedicato dai produttori è tempo di lavoro che porta comunque un introito, al contrario dell'appassionato che invece si gioca il proprio tempo libero, e spende...no?

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    2. infatti... per me è uguale... qualche bottiglia la prendo sempre perché mi sembra corretto... anche se non a buon prezzo o se il vino non mi ha convinto fino in fondo... giustamente poi... con il guadagno del mio acquisto le due ore sono già ripagate... anche facendo un prezzo inferiore all'enoteca...

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  14. ciao....mi chiamo Mirko e sono di genova.
    Innanzittutto complimenti per il blog che è bellissimo..ti scrivo perchè quello che ti è capitato è successo uguale a me e più di una volta.
    In liguria soprattutto ... dove il vino di qualità è caro (ottimi produttori in linea di massima) mi succede a volte di trovare in una grossa enoteca di genova prezzi inferiori di quelli applicati dalle cantine in cui il vino lo fanno...
    un episodio su tutti 2 anni fa sono andato a visitare un famoso produttore del levante che tra i bianchi fa uno spumante diciamo cosi particolare(a 40 euro)....per curiosità lo avevo già acquistato qualche mese prima in enoteca a 37 euro....cosi in cantina quando mi chiedono se lo voglio mi scappa di dire che l'ho comprato a 5 km da casa e l'ho pagato meno....
    morale della favola si sono neanche tanto velatamente incazzati e non ho mai piu visto un loro prodotto nell'enoteca in questione.....(per inciso di solito non acquisto bollicine liguri....)
    saluti....

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    1. grazie x il "bellissimo"... a me i vini liguri piacciono assai... soprattutto i bianchi... ciao!!

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    2. se ti piacciono i bianchi liguri ti segnaloTENUTA SELVADOLCE di Bordighera..........un biodinamico fatto veramente bene
      ciao e ancora complimenti....

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    3. vai tranquillo... ho giusto una bottigla in cantina acquistata a Vini di Vignaioli... l'ho assaggiata e mi ha impressionato... così l'ho presa... se non ricordo male Vermentino.. cmq anche loro con i prezzi non scherzano.. mi sembra 24 euro... e dovrebbe essere il prezzo sorgente... mah....

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    4. Infatti Simone con quel prezzo, in fiera, pare una bella presa in giro...
      Ne discutemmo anche io e Luigi tra di noi, dopo aver assaggiato e sentito i prezzi...
      Concordo col tuo boh... :-)

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    5. Daniele ... ricordo quel post su gli amici del bar... io l'ho comprato nell'edizione milanese dell'anno scorso e non a Fornovo... cmq... il prezzo non cambia...

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  15. Ciao sono Fabio di Varese.
    A me con alcuni amici è capitata una cosa simile questa estate mentre eravamo in Toscana per una vacanza enogastronomica. Siamo stati da un produttore che fa dell'ottimo Brunello e ne abbiamo acquistato qualche bottiglia pagandole 40 euro (al momento dell'acquisto non avevamo un'idea sui prezzi). Dopo essere usciti dalla cantina, facciamo un giro per Montalcino e poi ci fermiamo in un'enoteca molto grande alle porte della città e con grande stupore abbiamo trovato il Brunello in questione a 35 euro. Diciamo che ci siamo rimasti male anche perchè in cantina abbiamo sempre trovato prezzi vantaggiosi.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando si parla di vini importanti come un Barolo o ad un Brunello, é ancora peggio. Proprio perché costosi si ha la necessità di andare in cantina per poter risparmiare qualcosa... cmq la cosa é più complessa di quanto sembri... a quanto pare alcuni produttori si trovano quasi "costretti" ad applicare un prezzo cantina simile all'enoteca...
      A proposito Fabio... di Varese dove?? City o dintorni?

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    2. non sono di varese city, ma abito comunque vicino...sono un po' più a nord vicino alla Svizzera, precisamente a Clivio.
      Ciao e complimenti,
      Fabio

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...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.